Adolescenza mancata

Un unico post, confessione di una vita patetica e inutile.

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Utente: Patetico
Un unico post che racconta la mia patetica storia.

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venerdì, 26 dicembre 2008

Per te che hai la sfortuna di leggere queste righe sappi che ciò che leggerai sarà niente meno che il racconto completo di quello che sono stato negli ultimi anni. Una "confessione" in cui rivelo ciò che non ho mai detto, ciò che ho sempre tenuto per me perchè troppo umiliante da raccontare. Apro oggi questo blog con la premessa che non ci scriverò mai più, questo è il mio primo ed unico post, che raccoglie in sintesi la mia patetica vita da qualche anno a questa parte. iò che non ho mai avuto il coraggio di rivelare.

Sono un ragazzo di 17 anni, non vi dirò il mio nome ne da dove scrivo, questo blog esiste solo perchè io possa restare anonimo. Allora. Sono cresciuto in questa cittadina di ragazzini viziati, zarri dal primo all'ultimo, fin dalle elementari sono stato uno sfigato nell'ambiente scolastico, mi hanno picchiato più volte di quanto mi hanno rivolto la parola. Fuori da scuola invece andava tutto a gonfie vele finchè uscivo a giocare con i ragazzini del palazzo in cui vivo. Allora la vita era semplice, ma non perfetta. Venivo maltrattato ed ignorato spesso anche tra quei ragazzini, di rado, perchè ero debole e gracile, si approfittavano di me. Non tutti certo, ma quasi. Ognuno di loro aveva un migliore amico, inutile dire che non ero mai io. Io non ne avevo uno, mi sentivo sempre escluso, e pensavo che fosse perchè non ero un bambino viziato come loro, loro avevano tutto, loro erano dei fighettini, loro erano loro, un altra specie di cui io non riuscivo a fare parte, un mondo a parte. Più tardi nel periodo delle medie mi staccai piano piano da quella compgnia entrando in un altra decisamente migliore. Vivevano sempre nello stesso palazzo, una coppia di fratelli che si erano appena trasferiti... in realtà non ricordo ancora come siamo diventati amici. A noi si è aggiunto qualcun'altro, ma ormai avevo un migliore amico, il maggiore dei fratelli che ha un anno più di me. A differenza della mia vecchia compagnia, questa era più... non so, spericolata. Non so come descriverla comunque facevamo cose più "toste" Le migliori esperienze credo di averle vissute con loro. Ma io ero ancora "diverso". A scuola era semre uguale, il solito sottomesso, sfigato che legava solo con gli sfigati, per legare non intendo che li consideravo amici, non lo erano, ma solo gli unici che mi consideravano, mentre io mi vergognavo quasi di loro, mi sentivo superiore, io non ero fatto per essere li tra di loro io ero migliore! Ma pechè nessuno se ne accorgeva? Tutto ci riconduce alla questione di essere figo o meno. Non esistevano vie di mezzo, o sei uno di loro o non sei uno di loro. Due unici colori, bianco o nero, figo o sfigo. E qual'è l'unica vera differenza tra queste due parti? Una sola, i soldi. In questo mondo figo significa alla moda, ergo : viziato. Io me ne rendevo conto, ma non potevo far nulla per cambiare, non potevo vestirmi bene, perchè non avevo i soldi, quindi non potevo essere alla moda qundi non potevo essere viziato e quindi figo! Nella mia nuova compagnia erano tutti fighi, stavo con i migliori ma allora perchè non riuscivo ad essere come loro? sempre lo stesso problema. Problema che porta all'insicurezza, ero e sono tutt'ora insicuro, timido, autostima pari a zero. In più come se non bastasse sono anche brutto. Fattore determinante per essere quello che sono. Debole, economico, timido e brutto. Ecco i miei ingredienti.

Per oggi basta, continuo un'altra volta, sempre sullo stesso post...

Ok forse mi sento abbastanza depresso per continuare il racconto. Ero rimasto al periodo della scuola media. Intanto succedeva una cosa strana. Mi capitava spesso di restare a casa delle giornate, che non avevo nessunissima voglia di uscire. Spesso non venivano neanche a cercarmi per farmi uscire il che contribuiva alla mia riluttanza ad uscire. Alcuni di questi periodi duravano settimane, ma poi, più restavo in casa più non avevo il coraggio di uscire ed affrontare la gente che mi faceva mille domande sul perchè di questo comportamento, e soprattutto avevo paura ogni volta di apparire loro ancora più sfigato di quanto già mi credevano. Col tempo questi periodi di isolamento duravano sempre di più. Parlo di mesi, soprattutto nelle vacanze estive. Una volta partiti i due fratelli non avevo più motivo di uscire e in effetti non lo facevo. Per un mese sono sempre partito anch'io, in vacanza, forse l'unico vero posto dove ero libero, avevo i migliori amici che potessi desiderare e dove ho ricevuto il mio primo ed ultimo bacio. Non ho mai avuto una ragazza, apparte quell'unica stupida esperienza non ho avuto altro, non ho altro. Dunque una volta ritornato dalle vacanze stavo in casa un altro mese fino all'inizio della scuola. Da li ricominciavo ad uscire regolarmente con quei ragazzi, e facevamo cose stupide.

E poi è arrivato. Il liceo. Dannato liceo. Mi ha cambiato, o meglio, mi ha aperto gli occhi. Ho cambiato stile, ho conosciuto gente vera, gente al di fuori di quello stupido paesino di tamarri. Ho conosciuto il Rock, i rockettari... E fu così che detti un taglio netto a tutti i miei amici, stupidi tamarri che cominciavano a farmi vomitare. Ho sempre saputo di essere diverso e al liceo ne ho avuto la conferma, non ero fatto per stare con i tamarri, li disprezzavo... Ecco, ecco perchè mi sentivo diverso, ecco perchè sentivo di non fare parte di quel mondo, ecco perchè mi sentivo escluso, io non ero un fottutissimo tamarro, il contrario, io ero fatto per il rock. Dunque, facciamo il punto della situazione. Ho smesso di uscire con quella gente, il che voleva dire che adesso ero solo, nessun amico, non volevo più stare con nessun dannato tamarro. Solo. L'unica cosa che potevo fare era farmi degli amici rockettari a scuola, cominciare ad uscire con loro, farmi una nuova vita, migliore. Ma c'era un ostacolo. Come nelle scuole precedenti io al liceo non ero e sono tutt'ora nessuno. Ero e sono apatico, asociale, non riuscivo ad attaccare con la gente, intorno avevo sempre il solito gruppo di sfigati, con cui devo ancora fare i conti ancora oggi. Cazzo c'è qualcosa che mi blocca...

Fanculo cotinuo un'altra volta...

Dov'ero rimasto, si, solo, sono rimasto solo, incapace di allacciare nuovi rapporti con altre persone, e intanto non volevo più avere niente a che fare con la gente di questo paese ed ho cominciato di nuovo a restare a casa, giorno dopo giorno senza uscire se non necessario. Mi concedevo serate occasionali qundo mia sorella maggiore mi invitava ad uscire con lei e le sue amiche quando anche loro portavano i loro fratelli di cui uno sembra un ritardato, l'altro è troppo giusto per uno come me e l'altro troppo grande... ma sono sicuro che se non avessi questo complesso di mancanza d'autostima, e se fossi appena più socievole sarei riuscito a farmeli amici, ad essergli simpatico almeno, ma ho questo difetto che mi blocca e non riesco ad aprirmi, a lasciarmi andare se non dopo una bella bevuta, ma a quel punto sono più rincoglionito che altro, riesco a ballare al massimo, mi sciolgo un po' ma non spiccico lo stesso mezza parola... E adesso eccomi qui, solo, senza una vita sociale, e non riesco neanche a deprimermi, ormai ci ho fatto tanto l'abitudine che non ci sto neanche male.. ho 17 anni bruciati, persi, inrecuperabili e tra poco ne farò 18. Oh dio se solo ci penso, anche i miei compagni vanno verso i 18 e non fanno che parlare della festa pazza e sfrenata che li aspetta mentre io... che cazzo mi dovrei iventare io? Non mi piace mentire e non lo faccio neanche bene, ma non posso dirgli che me ne starò a casa in pigiama ad odiare la mia famiglia perchè tenterà di rallegrarmi, e vorrà festeggiare in casa, come i fottuti bambini ma senza nessun invitato, pensando tra loro che hanno un figlio sfigato e me lo ricorderanno pure. No no, io non ce la farei, non lo sopporterei. Per ora alla domanda "cosa farai per i 18" rispondo semplicemente che ancora non lo so "ma sarà una cosa grandiosa" si, grandiosa... Patetico. Patetico essere senza scopo, inutile vita che occupa solo spazio, spazio sprecato. Oh se ci fosse qualcuno migliore di me ad occupare il mio posto nel mondo. Perchè io? A cosa servo? A nulla! A nessuno! Vivo solo perchè esisto e non avrei neanche le palle di farla finita. Sono troppo fiducioso che in futuro... in futuro le cose cambieranno, non vedo l'ora di poter andare all'università, cercare un lavoretto, essere indipendente, abbandonare questa fogna di città e trasferirmi chi sa dove per cominciare una cazzo di vita nuova. Andare lontano, in un posto i ciui reinventarmi, cominciare a vivere. Spero almeno che all'università incontrerò le persone giuste, in un ambiente diverso e migliore di questo stupido liceo, il mio unico scopo nella vita al momento è continuare ad esistere ancora fino alla fine di quest'anno, sperando di passare alla maturità, cosa che vedo molto dura, e cercare una vita migliore dopo.

Dunque questo sono io. Un corpo, un brutto corpo vuoto, che aspetta, un giorno di riempirsi, resuscitando. Patetico, non trovate?


postato da: Patetico alle ore 19:15 | link | commenti (5)
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